Fisco

Come contestare un errore all’Agenzia delle Entrate

Come tutelarsi se si è vittime di un errore da parte del Fisco

Contestare un errore all’Agenzia delle Entrate può rendersi necessario in diversi casi e permettere di evitare grossolane ingiustizie. Va detto che, statisticamente, non capita spesso, però a volte succede, l’Agenzia delle Entrate può commettere degli errori e ad esempio avviare un accertamento fiscale privo di fondamenti giuridici. Ci sono poi le cosiddette cartelle pazze, sempre molto temute dal contribuente, ovvero cartelle esattoriali errate, con importi che possono arrivare ad essere del tutto fuori dalla logica.

L’italiano medio in molti casi non ha un buon rapporto con il fisco, a caratterizzarlo sono paura di sbagliare e dover pagare più del dovuto e una certa insofferenza nei confronti di quello che viene percepito come un socio occulto (in molti casi un socio di maggioranza). C’è poi da dire che una burocrazia spesso tutt’altro che snella non contribuisce a rendere la comunicazione tra Partite Iva e Agenzia delle Entrate qualcosa di sereno, se poi è l’Agenzia a commettere errori, magari anche grossolani, ecco che la tensione sale. Come è possibile tutelarsi?

Se si ritiene di essere stati vittime di un errore da parte dell’Agenzia delle Entrate e di conseguenza di aver subito dalla stessa un danno, è possibile ottenere giustizia o quantomeno un chiarimento, in modo molto rapido e piuttosto semplice. Facciamo l’esempio di un accertamento fiscale, considerato ingiusto, sarà possibile chiederne l’annullamento o un’eventuale rettifica mandando una raccomandata o una PEC, indicando chiaramente l’errore commesso. Non servirà coinvolgere un avvocato e questo permette di abbattere tempi e costi.

L’Agenzia è tenuta a rispondere in tempi rapidi e come precisato anche da delle sentenze della Corte di Cassazione, è tenuta anche ad annullare eventuali suoi errori. Nel caso in cui l’Agenzia non risponda è neghi l’errore contestatole, c’è comunque la possibilità di tutelarsi rivolgendosi ad un giudice, presso il quale fare ricorso. Se alla fine il giudice darà ragione al contribuente lo stesso non sarà tenuto al pagamento delle spese processuali, che saranno a carico dello stato o del funzionario dell’Agenzia considerato colpevole di aver commesso l’errore. Nei casi più gravi il giudice potrà anche condannare l’Agenzia delle Entrate al pagamento di un risarcimento per il contribuente.

Nel caso in cui si ritenga di essere stati vittima di un comportamento scorretto da parte di un funzionario del fisco si potrà anche denunciare l’accaduto alla Procura della Corte dei Conti. Spesso però non è facile dimostrare di aver subito un danno, quantificando stress o ansia. Se però sono state violate delle norme o magari dei principi costituzionali, ottenere giustizia sarà senza dubbio più facile.

Il rapporto con il Fisco spesso è complicato, ma gli strumenti per tutelarsi da eventuali errori ci sono non è particolarmente complesso accedervi. In caso di problemi senza dubbio è opportuno chiedere per prima cosa un parere al proprio commercialista o ad un Centro di Assistenza Fiscale, producendo tutta la documentazione necessaria. Non bisogna farsi prendere dal panico o dallo sconforto, gli errori capitano e l’Agenzia delle Entrate in genere non fatica ad ammetterli e a rimediare agli stessi.

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