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Pensioni Quota 100: come funziona e requisiti

Pensioni Quota 100: quali novità comporta la riforma? Chi sono i beneficiari? Come si presenta la domanda? Come si integra con altri redditi? Ecco tutte le informazioni su Pensioni Quota 100.

In TV, sui social e in radio si sente parlare incessantemente di Pensioni Quota 100 e delle possibili novità che questa riforma dovrebbe portare al sistema previdenziale italiano. Ciò che emerge dal tam-tam mediatico dei portavoce di partito è che tutto è da rifare, ma come?

M5S e Lega ritengono che la riforma debba restare così come l’anno disegnata mentre le opposizioni avvertono che la riforma non è sostenibile a lungo termine. Di cosa parliamo? Cos’è la riforma delle pensioni quota 100?

Facciamo un po’ di chiarezza sull’argomento

La prima notizia certa, stando a voci di testate giornalistiche confermate ed autorevoli è che Lega e Movimento sono certi di avere le coperture per finanziare la prossima Legge di Bilancio del 2020, dove rientrerebbe peraltro anche la Flat Tax.

La riforma delle pensioni quota 100 è stata approvata con il cosiddetto Decretone, tecnicamente noto come Decreto Legge 4/2019, approvato a fine gennaio e convertito in legge, ovvero reso esecutivo con L. 26/2019.

Quella che si prefigurava come la riforma anti-Fornero in realtà mantiene intatti i cardini della clausola di salvaguardia per l’uscita anticipata dal lavoro per i futuri pensionati.

La legge prevede poi le cosiddette “finestre”, ovvero mesi di attesa per maturare i requisiti di pensionamento.

Le finestre previste dal Decretone sono le seguenti:

  • Tre mesi per maturare il requisito assicurativo e la decorrenza della pensione effettiva per i dipendenti privati;
  • Sei mesi per maturare il requisito assicurativo e la decorrenza della pensione effettiva per gli impiegati pubblici.

Con la riforma delle pensioni quota 100, quindi, si fa riferimento alle norme che consentono il pensionamento anticipato per quelle persone che rispettano i requisiti previsti dal Decretone. Ma di queli requisiti si tratterebbe?

Pensioni quota 100: i requisiti per il pensionamento anticipato

All’articolo 4 del Decretone si legge come i beneficiari di quota 100 siano tutti i lavoratori che hanno versato almeno trentotto anni di contributi e che abbiano compiuto almeno 62 anni di età.

Quota cento vale dal primo aprile 2019 e durerà fino al 2021, anno in cui la maggioranza parlamentare promette di passare a Quota 41, ovvero una ulteriore misura di pensionamento per chi ha versato 41 anni di contributi e desidera andare in pensione anticipata a prescindere dalla sua età anagrafica.

Per questo provvedimento, tuttavia, sembra non ci siano le coperture.

Conti alla mano, quindi, Quota 100 è una riforma provvisoria, un provvedimento sperimentale che durerà per un triennio dopo il quale nessuno ancora sa cosa succederà.

L’unica certezza è che il pensionamento anticipato non sarà disponibile per tutti perché per aderire bisogna aver maturato i requisiti di cui sopra entro il 31 dicembre 2018.

Chi ha maturato i requisiti a gennaio 2019, ha il diritto di conseguire lo stesso trattamento dopo ulteriori tre mesi.

I dipendenti pubblici, invece, per poter andare in pensione devono attendere luglio 2019, mentre quelli che matureranno i requisiti ad aprile potranno avere il trattamento pensionistico dopo sei mesi.

Il divieto di cumulo con altri redditi di lavoro

Il Decreto Legge di quota cento prevede che la pensione quota cento non sia cumulabile con altri redditi da lavoro. Questo significa che dal primo giorno di decorrenza della pensione alla maturazione dei requisiti non si possa più lavorare. Il divieto di cumulo non è riferito alle prestazioni occasionali entro il limite di cinquemila euro lordi all’anno.

Per i redditi da attività lavorativa svolta all’estero dopo la decorrenza della pensione fino al perfezionamento dei requisiti comportano la sospensione dell’erogazione del trattamento pensionistico.

I dipendenti statali che vorranno beneficiare di quota cento e che rientrano nei requisiti riceveranno l’indennità di fine servizio al raggiungimento dell’età pensionabile.

Questo significa che per avere il TFR bisogna attendere i 67 anni di età.

Chi vorrà ricevere comunque il TFR anticipato potrà ottenerlo rivolgendosi agli istituti di credito per stipulare convenzioni di erogazione con tassi agevolati per i dipendenti.

Sarà possibile andare in pensione a 59 anni?

La risposta è affermativa ma per coloro che abbiano compiuto 59 anni di età e con il versamento di almeno 35 anni di contributi. Questa possibilità è dovuta all’accordo di istituzione del fondo di solidarietà bilaterale. Questo erogherà assegni straordinari per il sostegno del reddito di dipendenti che vorranno smettere di lavorare con massimo 3 anni di anticipo.

Chi ha compiuto 59 anni e ha versato 35 anni di contributi potrà andare in pensione anticipata solo se i contratti collettivi sottoscritti in accordo con i sindacati lo prevedono. Questi stabiliscono anche il numero di lavoratori che si potranno assumere per sostituire chi lascerà il lavoro.

Quota cento è soggettiva e questo significa che non è obbligatorio aderire. La pensione di vecchiaia resta comunque in vigore mentre l’ingresso anticipato alla pensione avviene con metodo di calcolo identico senza penalizzazioni. Si tratta di un diritto esercitabile anche dopo il 2021, fermo restando che il Governo in carico dovrà trovare le risorse finanziarie per coprirlo.

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